Vittorio Gassman
a cura di Gabriele Frasca, Luca Sossella, Lello Voce
Maria Grazia Calandrone
Carmelo Bene
Carmelo Bene
Carmelo Bene
Carmelo Bene
Pier Paolo Pasolini
Valerio Magrelli
Piergiorgio Odifreddi
Walter Veltroni
Franco Cordero
Renzo Piano
Eugenio Borgna
Edoardo Boncinelli
Giorgio Ruffolo
Tullio De Mauro
Margherita Hack
Oscar Luigi Scalfaro
Gherardo Colombo
Stefano Rodotà
Carlo Petrini
Roberto Siagri
Andrea Moro
Maurizio Pallante
Fabio Mauri
a cura di Fabrizio Barca, Leandra D'Antone, Renato Quaglia
a cura di Fabrizio Barca, Leandra D'Antone, Renato Quaglia
a cura di Fabrizio Barca, Leandra D'Antone, Renato Quaglia
a cura di Fabrizio Barca, Leandra D'Antone, Renato Quaglia
a cura di Fabrizio Barca, Leandra D'Antone, Renato Quaglia
Marco Baliani, Stefano Bollani
Massimo Popolizio
Massimo Popolizio
Massimo Popolizio
Aldo Busi
Elisabetta Pozzi
Nanni Balestrini
Fanny & Alexander
Teatro delle Albe
ResiDante
Progetto Vox Libris
Paolo Nori
orecchio occhio mente arte poetica fuori catalogo autori
a cura di
Fabrizio Barca,
Leandra D'Antone,
Renato Quaglia
Storie interrotte. Giuseppe Di Vittorio
Il Sud che ha fatto l’Italia

un cd audio e una mappa logografica di 24 pagine
ISBN 978-88-89829-48-6

Prezzo € 12,00

Storie interrotte è il tentativo di diffondere attraverso "dialoghi possibili" scritti da studiosi e affidati al teatro, alla radio e ad altre forme di comunicazione, la conoscenza oggi circoscritta, sfocata o distorta, di cinque figure-chiave della storia italiana: Francesco Crispi, Francesco Saverio Nitti, Donato Menichella, Luigi Sturzo e Giuseppe Di Vittorio.

Il progetto nasce dalla constatazione che è oggi debole, debolissima, la consapevolezza del contributo di idee e di azione degli uomini e delle donne che hanno concretamente lavorato a disegnare il paese. Non vi è un orgoglio diffuso nell’avere questi e altri "padri fondatori" (per usare un termine caro a un paese, gli Stati Uniti, attento anche nei momenti più difficili a misurarsi con il senso delle proprie fondamenta). Non vi è gusto comune nel confrontarsi con le scelte che essi hanno compiuto, con i loro successi e i loro errori; per domandarsi, in piedi sulle loro spalle, cosa avrebbero detto o fatto nelle attuali circostanze.
La conoscenza, lo studio, anche di primissimo livello, rimangono prerogativa degli "specialisti", non concorrono alla formazione di una cultura politica nazionale. Questa dimenticanza, la rottura di questi fili, letture semplificate che talora li sostituiscono, concorrono a produrre pensieri e azioni fuori dalla storia, ostacolano la comprensione e l’adattamento delle esperienze di altri paesi o inducono a idealizzarle, impediscono il concorso delle nostre stesse esperienze ad altri processi di costruzione nazionale o sopra-nazionale. Contribuiscono a erodere i valori costitutivi comuni della nazione, lo stesso senso di utilità dello Stato nazionale, su cui poggiano ragione e condivisione del suo potere.

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