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L'attimo dopo comincia e finisce con un rintocco. Nel mezzo, ho cercato di affidare a questi versi il significato del passaggio: del tempo, innanzi tutto, ma anche, concretamente, dei luoghi (immobili) e dei volti (mobili e transitori) che lo popolano. Questo punto di vista, mi pare, giustifica la scelta stilistica e di poetica della lirica (o di una poesia lirico-narrativa, come quella di alcuni grandi poeti americani): chi parla, spero, non è un io autosufficiente e arroccato su se stesso, ma una persona connessa con altre persone, con le quali condivide la ricerca e la condizione di provvisorietà.
Una delle poche cose che la poesia sa fare, d'altronde, è mettere in comune un'esperienza, proprio mentre sembra isolarsi nell'autoreferenzialità. Dire con precisione le poche verità che si sono intraviste attraverso la propria esperienza, distruggendo ogni illusione consolatoria e sperando nella risposta di un lettore: è in questo rapporto che la poesia esiste, agisce e si salva.
Massimo Gezzi
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Vincitore del Premio Metauro 2010
Selezionato nella cinquina finale alla XVI edizione del Premio “Palmi” nella Sezione “Poesia”. Selezionato nella cinquina finale della 55ma edizione del Premio Carducci.
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